relazioni interpersonali
Video pillola lancio tema RELAZIONI INTERPERSONALI curata dalla nostra psicoterapeuta Chiara Gallini

Eccoci arrivati alla terza settimana del progetto KicktheQuarantine. Questa volta l’argomento che abbiamo deciso di affrontare è le RELAZIONI INTERPERSONALI, un aspetto fondamentale e fondante della vita di ogni persona che in questo periodo è stato messo duramente alla prova.

Un po’ di teoria

Da oltre un mese la popolazione mondiale si trova ad affrontare una minaccia senza precedenti, soprattutto perché impone un distanziamento fisico inusuale e scomodo all’essere umano, per sua natura sociale.

Le caratteristiche del pericolo legato all’epidemia di Covid-19, infatti, creano un corto circuito tra le misure per contenerlo, individuate nell’isolamento sociale, e il forte richiamo alla ricerca e bisogno dell’altro in un momento di incertezza e insicurezza.

Tale bisogno di vicinanza quando ci si sente in pericolo è infatti un mandato molto antico e profondo nell’essere umano e la teoria polivagale di Porges (2014) aiuta a comprendere le basi anatomiche e funzionali del motivo per cui parlare con gli altri, la relazione, ha un effetto calmante e rassicurante.

In questo senso l’impossibilità per molti di ottenere vicinanza in questo periodo di quarantena può contribuire all’insorgenza di stati di sofferenza anche significativi. 

Le relazioni e i rapporti con gli altri non sono solo importanti risorse in una condizione di insicurezza, ma costituiscono parti fondanti della mente umana. La nostra psiche è relazionale, come sottolinea lo psichiatra statunitense Daniel Sigel (2013). Il nostro cervello infatti cresce, si sviluppa e cambia all’interno di un tessuto di legami affettivi e le esperienze interpersonali concorrono profondamente alla creazione dell’identità umana. I cuccioli di uomo nascono fortemente immaturi e molto più dipendenti dall’ambiente esterno rispetto alla stragrande maggioranza degli altri mammiferi. E’ quindi necessario un lungo periodo di apprendistato prima di raggiungere una maturità, durante il quale il bambino modifica e amplia il suo cervello in relazione alle esperienze che fa. E le esperienze più significative sono quelle relazionali: il modo in cui riceverà cure, le risposte che otterrà alle sue richieste di sicurezza influenzeranno quindi profondamente il modo in cui lui costruirà significati su di sè e il mondo. 

Proprio per questa loro centralità e per l’importanza che le relazioni hanno come costituenti fondamentali della natura della psiche, dell’emotività e azione umana, tale argomento è stato oggetto di innumerevoli studi e teorizzazioni, da parte di molteplici approcci di indagine all’uomo e al suo funzionamento. 

In ambito psicoanalitico, ad esempio, sono stati numerosissimi gli autori che hanno ipotizzato il fondamento della psiche umana nella relazione (Ferenczi, 1929; Fairbain, 1941; Balint, 1937; Winnicott, 1965) e l’Infant Research, in particolare gli studi di Stern (1985), ha portato prove empiriche a dimostrazione di una innata propensione all’interazione sociale, visibile sin nei neonati. Gli studi cognitivisti derivanti dalla teoria di Bowlby (1988) hanno sviluppato modelli della mente umana in cui i sistemi motivazionali fondamentali sono principalmente interazionali, a partire dall’attaccamento. Mentre la psicologia sociale, e in particolare il contributo di Lewin (), ha permesso di dimostrare come la socialità sia determinante nell’adattamento della specie umana, considerando i gruppi come sistemi superiori alla somma delle singolarità che lo compongono.

La relazione con l’altro è quindi importante risorsa di fronte ad una minaccia, elemento che contribuisce a sviluppare e far crescere la nostra mente e aspetto identitario e di appartenenza.

In questo senso, l’approccio sistemico relazionale ha contribuito alla riflessione intorno al tema del rapporto tra individuo e sistema complesso, individuando nella famiglia il primo importante gruppo umano di appartenenza. Gli studi in questa direzione hanno ampiamente indagato come la struttura (Minuchin, 1974), la storia (Framo, 1992) e i miti familiari (Andolfi, Angelo, 1987) si radichino in profondità nei suoi componenti e ne influenzino schemi, scelte e ne rappresentino limiti e risorse.

L’uomo è quindi inserito in un tessuto sociale, in cui le relazioni sono caratterizzate da una dinamica interdipendente e da un andamento flessibile.

Nella crescita infatti possono aumentare i gruppi di appartenenza, rendendo più complesso l’insieme di ruoli sociali ricoperti da un individuo. L’importanza di questo confronto si ha in particolar modo durante l’adolescenza, in cui il gruppo dei pari si pone come luogo fondamentale di esplorazione e di sostegno.

Il distanziamento sociale

Tutto questo per comprendere come le legittime misure di isolamento sociale imposte dal Covid-19 possono aver modificato la qualità di una parte importantissima per l’essere umano: la relazione.

Il distanziamento sociale impone quindi di inventarsi e sviluppare modi alternativi alla compresenza per stare-con-l’altro: la tecnologia e le risorse on line stanno offrendo risposte alla popolazione mondiale che si trova a sperimentarne limiti e benefici, confrontandosi con nuove modalità comunicative. 

Ma sono molti gli aspetti che questa quarantena ha messo in risalto rispetto al tema delle relazioni: come possiamo sentirci vicini a chi è lontano fisicamente? Come possiamo ottenere sostegno se viviamo soli e non possiamo ricevere il conforto di un abbraccio? E ancora, come trovare solitudine in una casa molto affollata? Come difendere la nostra privacy e giusta distanza dal web, che ci rende potenzialmente reperibili H24?

Sono domande importanti, rispetto alle quali ognuno sperimenta e cerca nuove personali modalità, interrogandosi su strategie per continuare a stare in relazione con gli altri, nel modo più vicino a se stessi.

Ma ne vale la pena. Perché, anche se è stata stravolta la nostra quotidianità e molte delle nostre relazioni, la spinta all’adattamento e alla ricerca di chi per noi è significativo è vitale e troverà sicuramente modi nuovi per declinarsi.

Qualche strumento per aiutare i ragazzi a riflettere

é allora importante provare ad utilizzare questo momento per porsi alcune domande su quelle che noi riteniamo essere le nostre relazioni importanti e su come noi ci poniamo all’interno delle diverse relazioni che intessiamo nel corso della nostra vita.

Ecco allora alcuni stimoli, scaricabili gratuitamente, che possono guidare i ragazzi nell’esplorazione del loro mondo relazionale.

Buon lavoro!

Per chi volesse avere un confronto e un rimando personale dalle nostre psicologhe può inviare le sue schede compilate all’indirizzo mail kickthequarantine@gmail.com oppure inviarcele in DM sul nostro profilo Instagram @Kickthequarantine

Che cosa ci hanno raccontato i ragazzi

Video Pillola conclusiva sul tema delle relazioni a cura della nostra psicoterapeuta Chiara Gallini


BIBLIOGRAFIA

Andolfi M., Angelo C., (1987) Tempo e mito nella psicologia familiare. Torino, Bollati Boringhieri.

BalintM. (1937) Primi stadi dello sviluppo dell’ego. In L’amore primario. Milano, Cortina, 1991.

Bowlby J. (1988). Una base sicura. Applicazioni cliniche alla teoria dell’attaccamento. Milano,Raffaello Cortina, 1989 

Fairbairn, W.R. (1941) A revised psychopathology of psychosis and psychoneurosis. In International Journal of Psychoanalysis. 22, 250-279

Ferenczi S. (1929) Il bambino mal accolto e la sua pulsione di morte. Opere vol.4, Milano, Raffaello Cortina, 2002.

Framo J.L. (1992) Terapia intergenerazionale. Milano, Raffaello Cortina, 1996.

Minuchin S. (1974) Famiglie e terapia della famiglia. Roma, Astrolabio, 1976.

Siegel D. (2013). La mente relazionale. Neurobiologia dell’esperienza interpersonale. Cortina Ed. Milano  

Stern D.S. (1985) Il mondo interpersonale del bambino. Torino, Bollati Boringhieri, 1987.

Porges S.W. (2014). La teoria polivagale. Fondamenti neurofisiologici delle emozioni, dell’attaccamento, della comunicazione e dell’autoregolazione. Giovanni Fioriti Ed. Roma.

Winnicott D.W. (1965) Sviluppo affettivo e ambiente. Roma, Armando, 1970.