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Video Pillola in diretta Instagram di presentazione del tema a cura delle nostre psicologhe Elena Cofano e Maria Vittoria Rosso

In seguito ad un periodo di enorme stress collettivo, in cui ci è stato richiesto un rapidissimo adattamento a una situazione imprevista e imprevedibile, ora ci troviamo di fronte ad un nuovo cambiamento: siamo ufficialmente entrati in una nuova fase della pandemia.

Moltissime restrizioni volte al contenimento del contagio permangono, ma alcune si sono ammorbidite e si sono riacquistate piccole ma importanti libertà.

L’ingresso nella Fase 2 è stato tanto atteso dai più, eppure se per alcuni avrà significato gioia e leggerezza potrebbe essere andata diversamente per altri. Le reazioni al cambiamento sono molteplici: qualcuno lo avrà accettato con entusiasmo come un abito che calza a pennello, qualcun altro lo avrà sentito troppo largo o tirare in certi punti, altri ancora non se la saranno neanche sentita di provarlo e l’avranno lasciato nell’armadio perché, in fondo, la vecchia Fase 1 vestiva meglio del previsto.

Di fatto stiamo entrando in un mondo difficile da ri-conoscere, diverso dal passato e incerto sul futuro.

E pensandoci bene, questa frase non sembra ben descrivere anche l’adolescenza?

Questo momento potrebbe essere particolarmente delicato proprio per loro, per i giovani, soprattutto rispetto ad alcune tematiche.

In primis tra i famosi congiunti gli amici sono i grandi, grandissimi assenti. Gli adolescenti, forse più di chiunque altro, potrebbero insegnarci il valore della rete amicale e chissà quanto possono essersi sentiti derubati, non riconosciuti. Sappiamo infatti che alcuni hanno rivendicato il loro diritto anagrafico alla trasgressione, incontrando quegli amici e quelle amiche che sono come fratelli e sorelle. E chissà com’è stato per loro rivedersi cercando di rispettare le distanze? Avrà vinto più spesso il senso di immortalità o la consapevolezza della fragilità dell’essere umano? L’immagine sociale che si vorrebbe dare potrebbe dunque contrastare con il senso di responsabilità o di dovere che si sente generando un conflitto interno.

Il confronto con i pari poi in quest’età è più spietato che mai: che succede se per il proprio gruppo portare la mascherina è “da sfigati”? Se il rifiuto di un abbraccio viene vissuto come una mancanza di fiducia? Se quell’amico o amica che credevo mi avrebbe cercato/a per primo/a non l’ha fatto, ma anzi, ha visto qualcun altro/a? E si sarà sentito diverso chi non ha accolto il 4 maggio con entusiasmo, bensì con tristezza, ansia, indifferenza o un più marcato senso di solitudine?

Insomma, ci stiamo interrogando su come adolescenti e giovani stiano vivendo queste giornate così complesse in termini di novità e regole, loro che per natura si trovano in una fase di vita profondamente connotata dal cambiamento e dalla dura ricerca di un compromesso tra il senso del limite e il desiderio di libertà, tra la responsabilità e la trasgressione.  

Un piccolo stimolo per aiutare i ragazzi a riflettere

La fase 2 è arrivata, le limitazioni del lockdown sono state un po’ allentate e piano piano il mondo si sta rimettendo in moto. Abbiamo aspettato questo momento per mesi, ma ora che è arrivato come stiamo?

Le nostre vite nell’ultimo periodo hanno subito un cambiamento radicale e ognuno di noi ha cercato di affrontarlo come ha potuto, fronteggiando le proprie difficoltà e mettendo in campo le proprie risorse.

Ora ci troviamo a dover affrontare un nuovo cambiamento, che potremmo sentire piccolo negli aspetti pratici, ma gigante dentro e fuori di noi: il mondo che ci troviamo di fronte non è lo stesso di prima e chissà se e quando lo sarà di nuovo, le nostre routine sono profondamente cambiate, così come il modo di stare in relazione con gli altri.

In questi giorni qualcuno forse non vedeva l’ora di poter godere appieno di ogni piccola libertà riconquistata, qualcun altro potrebbe aver realizzato di non aver nessuna voglia di uscire. Qualcuno sarà stat* felicissim* all’idea di poter lentamente tornare nel mondo e vedere qualche persona importante mentre altri, più o meno inaspettatamente, possono aver sentito il desiderio di restare aggrappati al nido che si erano costruiti. E chissà se qualcuno ha patito il confronto con gli altri, sentendosi sbagliato, incompreso, giudicato? O se questo rientro ha portato con sé alcune delusioni, magari per chi non si è sentito cercato come avrebbe sperato dalle persone significative?

Chissà quante emozioni potete aver provato. Gioia, speranza, frustrazione, tristezza, rabbia, paura, ansia, eccitazione…

Vi proponiamo allora di fermarvi un attimo a riflettere su come state e su come state affrontando questo cambiamento. Scaricate il PDF qui sotto e seguite le istruzione!

Buon lavoro!

E naturalmente se vi va di condividere con noi quello che è emerso, potete mandarci una e-mail a kickthequarantine@gmail.com o scriverci in DM sul profilo Instagram KickTheQuarantine. Vi risponderemo personalmente con le nostre riflessioni.

Cosa è emerso dai racconti dei ragazzi

Diretta Instagram conclusiva sul tema Fase 2