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Cultura, Seminari e convegni

GIOVANI E VIOLENZA. Seminari internazionali online

Cosa spinge gli adolescenti a mettere in atto comportamenti aggressivi?

Quando parliamo di violenza ci balza subito in mente il bullismo, nonostante tra adolescenti esistano anche altre espressioni di violenza, anche più diffuse ed estremamente gravi.

Se pensiamo che, secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, 2 adolescenti su 50 hanno subìto aggressioni fisiche dal proprio partner già a partire dai 14–15 anni, che 1 adolescente su 10 ha paura o ha avuto paura del proprio partner e che 3 ragazzi su 50 si sentono incastrati nella propria relazione sentimentale perché vittime di un fidanzato/a che li minaccia, dobbiamo obbligatoriamente prendere consapevolezza di quanto sia diffusa la violenza anche nelle coppie di adolescenti.

Anche l’aggressività contro i genitori è diventata oggetto di interesse nel mondo accademico. Si tratta di un fenomeno ancora oscuro e poco studiato e i motivi di questa scarsa attenzione sono molteplici. All’interno di queste famiglie, infatti, prevale un atteggiamento di sottostima della effettiva gravità di certi comportamenti, per cui i genitori-vittime tendono a minimizzare le condotte violente del figlio. Tale tendenza alla minimizzazione da parte del genitore trova ragione in un’emozione che gioca un ruolo chiave in questo fenomeno, ovvero la vergogna. È in virtù dell’intrecciarsi di questi fattori, dunque, che solo i casi più gravi ed estremi giungono all’attenzione della cronaca, delle autorità e dunque degli esperti, in modo tale che emerga solo la punta dell’iceberg di un fenomeno molto complesso e su cui vige un atteggiamento di omertà, soprattutto da parte delle vittime stesse, i genitori, che si vergognano dal momento che ritengono di essere la causa stessa del fenomeno, considerato un fallimento dell’intero sistema familiare.

è importante capire le motivazioni che spingono a esibire comportamenti aggressivi contro i coetanei e i genitori e a diventare degli adolescenti violenti, e quali sono gli interventi più efficaci per prevenire e trattare questo tipo di problema.

A questo proposito la cooperativa Terzo Tempo, insieme al Comune di Torino e al partenariato del progetto Aria, propone agli operatori del settore 6 incontri formativi online per approfondire tali tematiche insieme ad esperti di fama internazionale.

Per partecipare o avere maggiori informazioni è necessario scrivere a centroclinico@terzotempo.it

Il contributo di partecipazione richiesto andrà a sostenere il progetto avviato dal partenariato del progetto cittadino Aria e sostenuto dalla Regione Piemonte. Le donazioni permetteranno di incrementare il numero di interventi a favore di giovani e famiglie.

Aria, Seminari e convegni

ARIA di Autonomie alla Scuola Holden

Un quartiere pieno di vita, di storie e culture differenti quello dove sorge la Scuola Holden di Torino, in via Borgo Dora: la cornice ideale per ospitare un progetto come ARIA, così ricco di sfumature.

ARIA è un centro d’ascolto del Comune di Torino, un servizio offerto in modo gratuito in via Giolitti 40/b rivolto a ragazze e ragazzi dai 14 ai 21: un luogo speciale di riflessione e di confronto che si pone l’obiettivo di affrontare quelle crisi e difficoltà che si incontrano normalmente in fase di crescita beneficiando dell’ascolto di un adulto estraneo alla famiglia. Una persona in grado di offrire sostegno nella riflessione e nella chiarificazione su di sé. Un aiuto che vuole promuovere prima di tutto la ricerca delle proprie risorse, interne ed esterne (nel proprio ambiente e nella propria famiglia) fondamentali per muoversi nella vita, per capire sé stessi e gli altri, per scegliere una rete di relazioni alla quale potersi affidare.

Aria di Autonomie: il convegno

Durante il Convegno annuale del progetto Aria “Aria di Autonomie – tra soggettività, occasioni e paure” si è posto subito l’accento sulla scelta della parola Autonomie – al plurale. Una scelta assolutamente non casuale, perché la ricerca e la scelta di una strategia legata alla propria autonomia personale non è mai semplice, unica, non si trova scritta in nessun manuale ma deriva da un lavoro personale di riflessione e di messa in gioco.

Entriamo allora nel General Store della Scuola Holden, un luogo molto affascinante: una via di mezzo tra un’aula magna post-industriale, la location di un film fantascientifico, un gigantesco loft, un teatro disegnato da menti brillanti.

Il General Store ha tante nature, proprio come le idee che durante la giornata affollano la sala. Proprio come le emozioni che si intrecciano alle parole, dal palco agli spalti, una cosa che salta subito all’occhio è l’assoluta mancanza di gradini e dislivelli tra chi partecipa al convegno: professioniste e professionisti, ragazze e ragazzi, genitori, studenti, il dialogo è continuo e serrato, le differenze sono un ulteriore stimolo al dialogo e alla riflessione, non un motivo per chiudere le porte della creatività.

L’intervento di Alberto Pellai

Autonomia e resilienza, il giusto intreccio per sviluppare una fondamentale capacità, quella di adattamento. Questa capacità ci permette di affrontare l’ignoto.

Alberto Pellai, psicoterapeuta dell’età evolutiva, stimola il dialogo con il suo intervento: “Come autonomia e responsabilità crescono nella mente di chi sta crescendo”.

Il cervello è come una casa a tre piani. Cosa succede quando si diventa preadolescenti? Riflettiamo sulle relazioni e le esperienze. Sono proprio le relazioni a modellare ciò che siamo e possiamo essere.

Il piano terra della nostra casa-cervello è quello deputato alla sopravvivenza, nel primo piano risiede il cervello emotivo con le sue emozioni primarie. Nel secondo piano ha sede il pensiero cognitivo dove risiede la capacità di produrre pensiero.

Cosa dobbiamo fare per rendere autonomi i nostri figli? Ricordiamo che non c’è una via univoca. Fondamentale è riuscire a stare nella relazione.

Bisognerebbe adottare quella giusta oscillazione tra la dimensione della paura e della sorpresa, quell’incredibile motore che ci spinge verso l’ignoto.

Quella spinta ci dice di andare a prendere quel pezzetto di te che ancora non conosci e conservarlo in te.

Autonomia: un allenamento che si apprende dagli errori. L’autonomia si conquista per sé e per gli altri, non ha a che vedere con una modalità antagonistica ma cooperativa. Sentire di appartenere ad una squadra.

L’intervento di Paola Isabello, psicologa e psicoterapeuta 

L’autonomia è un percorso che dura tutta la vita. È un percorso che si fa in due. È un percorso di differenziazione dall’altro. Ciò che possiamo fare è rispettare ragazze e ragazzi nelle loro differenze.
I giovani hanno il diritto di chiedere ai loro genitori uno spazio di autonomia per parlare con dei professionisti. Il progetto Aria è proprio questo, uno spazio prima di tutto libero. Il ruolo dell’adulto è stare a fianco, come farebbe un compagno di viaggio: rassicurare ragazze e ragazzi, ma lasciando la libertà di fare e scegliere.
L’adulto è un’impalcatura che poi al momento giusto deve sapersi staccare.
 
Sono moltissimi gli stimoli che hanno attraversato lo spazio e le menti presenti al convegno, sia al mattino che al pomeriggio, quando è arrivato il momento per i giovani di salire sul palco e di condividere idee, passioni, paure.
 

Autonomie: esperienza e relazione

 
Esperienza e relazione: queste le parole chiave su cui si è focalizzata l’attenzione. Perché in fondo l’autonomia è proprio questo, un tentativo di realizzare la propria identità. E questo è davvero un percorso che dura tutta la vita.
Lavorare sul blocco emotivo è molto importante quando si parla di cambiamenti e di progetti futuri. Perché si può desiderare e, al tempo stesso, aver paura dell’autonomia. Il blocco fa paura ma è in realtà un’occasione per fermarsi e ricorstruire.

Rischio e limite

Non possiamo diventare completamente indipendenti.
Dunque è proprio così, ma possiamo lavorare sull’autonomia, scegliendo consapevolmente di correre dei rischi, accogliendo i limiti, accogliendo le nostre paure.
 
L’autonomia è quella capacità di costruire delle relazioni che non siano prevaricanti e che non prevarichino. Ciò significa saper gestire il conflitto, credere e sostenere le proprie idee e il nostro pensiero sul mondo.
 
Qual è l’obiettivo che dovremmo porci tutte e tutti, come comunità?
 
Creare una società educante che sia sempre meno frammentata, ricca di opportunità e occasioni di incontro, priva di barriere.
E Aria è proprio questo: una palestra sociale.
Cultura, Seminari e convegni

ARIA di Autonomie. Tra soggettività, occasioni e paure – CONVEGNO ANNUALE ARIA

Per iscrizioni clicca sul link: http://bit.ly/2MUJAs7

Il tema del convegno sarà l’autonomia, nelle sue diverse sfaccettature e concretizzazioni. La domanda a cui relatori e ragazz* (coinvolti attivamente nella giornata, esito di un percorso preliminare di riflessione e confronto) cercheranno di dare delle risposte sarà: Quale significato diamo all’autonomia?

Sicuramente si tratta di un’opportunità che riguarda ragazzi e ragazze, ma anche di una co-costruzione da fare con gli adulti di riferimento; non solo un distacco, ma un vero e proprio percorso in cui devono essere accompagnati sia i giovani che gli adulti.
Fondamentale ma arduo il ruolo della comunità educante, che è chiamata ad accompagnare, sostenere e facilitare.

Il convegno si propone di approfondire questo processo e creare lo spazio per un dialogo autentico e partitario tra ragazz* e comunità educante.

Il programma della giornata:

9.00 – 9.30 Registrazione dei partecipanti

9.30 – 9.45 Saluti istituzionali
– Sonia Schellino, Vicesindaca della Città di Torino;
– Monica Lo Cascio, Direttore della Divisione Servizi sociali, socio-sanitari, abitativi e del lavoro della Città di Torino

9.45 – 10.00 Introduzione ai lavori: proiezione di spezzone del film “Il Piccolo Principe”, sul tema delle aspettative genitoriali sui figli

10.00 – 10.30 LECTIO MAGISTRALIS di Alberto Pellai, dal titolo: “Come autonomia e responsabilità crescono nella mente di chi sta crescendo

10.30 – 13.00 “LET’S TALK ABOUT IT…”: Operatori e ragazz* del pubblico si confronteranno sui temi dell’identità e dell’autonomia.
Con interventi di:
– Eugenia Guerrini – Comune di Torino
– Paola Isabello – Terzo Tempo
– Diego Montemagno – Acmos
– Luca Nave – Federazione Malattie Rare Infantili
– Alida Zugaro – Area G
– Alessandro Battaglia – Quore
– Simone Piani – Associazione Verba
– Luca Corbetta – Episteme
– Stefano Castello – Co-City
– Francesca Pavan – Terra Mia

13.00 – 14.00 Pausa pranzo

14.00 – 14.15 Introduzione ai lavori del pomeriggio: Proiezione del cortometraggio “Le tre facce della medaglia- supereroi di tutti i giorni”, realizzato all’interno del progetto di CasaOz in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema e con la Cooperativa Mirafiori. Intervengono: Anna Gilardi di CasaOz e Dario Russo della Cooperativa Mirafiori

14.00 – 16.30 “LET’S TALK ABOUT IT…”: L’ultima parola ai ragazzi
Presentazione dei lavori de* ragazz* partecipanti ai laboratori preliminari.

16.30 – 17.00 LECTIO MAGISTRALIS di Lorella Boccalini dal titolo: “Adolescenza: i conflitti che servono per crescere

 

Per info spazireali@comune.torino.it oppure al numero 01101166704

Cultura, Seminari e convegni

To BI or not to BI

22 Gennaio 2020

h. 18.00-19.30

Spazi Reali – C.so San Maurizio, 4 Torino

Ultimo appuntamento del ciclo di seminari di approfondimento promossi dal Centro d’Ascolto Aria dal titolo: “To BI or not to BI” co-condotto da Elena SCAPOLLA e Fabio BOROTTO.

Sempre più adolescenti e giovani oggi vivono con serenità relazioni affettive e sessuali con persone del loro stesso sesso e del sesso opposto. La bisessualità e l’orientamento fluido sembrano da un lato fenomeni in crescita, che sottolineano la tendenza sempre più forte al giorno d’oggi verso il superamento della visione dicotomica dell’orientamento sessuale, ma evidenziano dall’altro la maggior disponibilità a riconoscere e parlare di esperienze che sono sempre esistite, sebbene guardate a volte con diffidenza o superficialità sia dal mondo eterosessuale che da quello LGBT+. In questa situazione, i genitori e i professionisti che lavorano con gli adolescenti faticano a tenere il passo con questi cambiamenti.

Il seminario si propone di approfondire la tematica per meglio comprendere le motivazioni e i significati dietro le scelte dei ragazzi e capire in quale modo l’adulto può essere di supporto allo sviluppo dell’affettività e della sessualità in adolescenza.

L’incontro è libero e gratuito, ma è gradita una pre-iscrizione inviando una mail all’indirizzo aria@comune.torino.it

Cultura, Seminari e convegni

Le parole per dirlo

22 maggio 2019

h. 18.00-19.30

Spazi Reali – C.so San Maurizio, 4 Torino

Secondo incontro del ciclo di seminari di approfondimento promossi dal Centro d’Ascolto Aria dal titolo: “LE PAROLE PER DIRLO” co-condotto dalla Dott.ssa Giorgia Bartolini (Cooperativa Terzo Tempo) e dal Dott. Pier Luigi Gallucci (Coordinamento Torino Pride).

Durante l’adolescenza, l’affettività e la sessualità vengono esplorate e vissute, amate e temute al tempo stesso. Dai giovani così come dagli adulti intorno a loro. Spesso davanti ai ragazzi e ai loro racconti -o silenzi- sul sesso ci attiviamo, scoprendo così parti di noi. Alcune storie riusciamo a comprenderle e accoglierle, altre possono essere più difficili da affrontare.

Il seminario sarà occasione per esplorare i temi della sessualità in ragazzi e ragazze, su cui possiamo trovarci disorientati e senza parole. Insieme si esploreranno nuovi modi di ascoltare e parlare con loro di questi argomenti.

L’incontro è libero e gratuito, ma è gradita una pre-iscrizione inviando una mail all’indirizzo aria@comune.torino.it

Ecco l’intervista ai relatori

Cultura, Seminari e convegni

Il lutto in adolescenza fra perdite reali e perdite simboliche

17 aprile 2019

h. 18.00-19.30

Spazi Reali - C.so San Maurizio, 4 Torino

Inauguriamo il nuovo ciclo di seminari di approfondimento promossi dal Centro d’Ascolto Aria con il primo incontro dal titolo: “IL LUTTO IN ADOLESCENZA FRA PERDITE REALI E PERDITE SIMBOLICHE” co-condotto dalla Dott.ssa Maria Vittoria Rosso (Cooperativa Terzo Tempo) e dal Dott. Luca Corbetta (Associazione Culturale Episteme).

ll lutto, qualunque esso sia, costituisce per tutti un momento di difficoltà e sofferenza. Quando una persona si trova a dover fronteggiare una perdita in fase adolescenziale, però, la sfida si fa doppia: con il costruirsi dell’identità l’adolescente deve, infatti, dire addio a parti di sè sviluppatesi nell’infanzia e al proprio corpo così come lo conosceva, rivedendo contemporaneamente le rappresentazioni mentali delle figure di riferimento e dei legami significativi. I fattori relazionali, il contesto e le risorse che circondano l’adolescente diventano elementi che possono sostenere la persona o aumentare i vissuti destabilizzanti connessi all’episodio di perdita.

 
 

Il seminario sarà occasione di riflessione per tutti gli interessati su come in questa fase di vita i lutti “reali” e quelli simbolici possano interconnettersi creando difficoltà, ma anche potenziali occasioni di crescita.

L’incontro è libero e gratuito, ma è gradita una pre-iscrizione inviando una mail all’indirizzo aria@comune.torino.it

Ecco il video del seminario

L’intervista ai relatori