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Adolescenti e giovani

Adolescenti e giovani, Educazione

Benvenuta Fase 2?

fase2
Video Pillola in diretta Instagram di presentazione del tema a cura delle nostre psicologhe Elena Cofano e Maria Vittoria Rosso

In seguito ad un periodo di enorme stress collettivo, in cui ci è stato richiesto un rapidissimo adattamento a una situazione imprevista e imprevedibile, ora ci troviamo di fronte ad un nuovo cambiamento: siamo ufficialmente entrati in una nuova fase della pandemia.

Moltissime restrizioni volte al contenimento del contagio permangono, ma alcune si sono ammorbidite e si sono riacquistate piccole ma importanti libertà.

L’ingresso nella Fase 2 è stato tanto atteso dai più, eppure se per alcuni avrà significato gioia e leggerezza potrebbe essere andata diversamente per altri. Le reazioni al cambiamento sono molteplici: qualcuno lo avrà accettato con entusiasmo come un abito che calza a pennello, qualcun altro lo avrà sentito troppo largo o tirare in certi punti, altri ancora non se la saranno neanche sentita di provarlo e l’avranno lasciato nell’armadio perché, in fondo, la vecchia Fase 1 vestiva meglio del previsto.

Di fatto stiamo entrando in un mondo difficile da ri-conoscere, diverso dal passato e incerto sul futuro.

E pensandoci bene, questa frase non sembra ben descrivere anche l’adolescenza?

Questo momento potrebbe essere particolarmente delicato proprio per loro, per i giovani, soprattutto rispetto ad alcune tematiche.

In primis tra i famosi congiunti gli amici sono i grandi, grandissimi assenti. Gli adolescenti, forse più di chiunque altro, potrebbero insegnarci il valore della rete amicale e chissà quanto possono essersi sentiti derubati, non riconosciuti. Sappiamo infatti che alcuni hanno rivendicato il loro diritto anagrafico alla trasgressione, incontrando quegli amici e quelle amiche che sono come fratelli e sorelle. E chissà com’è stato per loro rivedersi cercando di rispettare le distanze? Avrà vinto più spesso il senso di immortalità o la consapevolezza della fragilità dell’essere umano? L’immagine sociale che si vorrebbe dare potrebbe dunque contrastare con il senso di responsabilità o di dovere che si sente generando un conflitto interno.

Il confronto con i pari poi in quest’età è più spietato che mai: che succede se per il proprio gruppo portare la mascherina è “da sfigati”? Se il rifiuto di un abbraccio viene vissuto come una mancanza di fiducia? Se quell’amico o amica che credevo mi avrebbe cercato/a per primo/a non l’ha fatto, ma anzi, ha visto qualcun altro/a? E si sarà sentito diverso chi non ha accolto il 4 maggio con entusiasmo, bensì con tristezza, ansia, indifferenza o un più marcato senso di solitudine?

Insomma, ci stiamo interrogando su come adolescenti e giovani stiano vivendo queste giornate così complesse in termini di novità e regole, loro che per natura si trovano in una fase di vita profondamente connotata dal cambiamento e dalla dura ricerca di un compromesso tra il senso del limite e il desiderio di libertà, tra la responsabilità e la trasgressione.  

Un piccolo stimolo per aiutare i ragazzi a riflettere

La fase 2 è arrivata, le limitazioni del lockdown sono state un po’ allentate e piano piano il mondo si sta rimettendo in moto. Abbiamo aspettato questo momento per mesi, ma ora che è arrivato come stiamo?

Le nostre vite nell’ultimo periodo hanno subito un cambiamento radicale e ognuno di noi ha cercato di affrontarlo come ha potuto, fronteggiando le proprie difficoltà e mettendo in campo le proprie risorse.

Ora ci troviamo a dover affrontare un nuovo cambiamento, che potremmo sentire piccolo negli aspetti pratici, ma gigante dentro e fuori di noi: il mondo che ci troviamo di fronte non è lo stesso di prima e chissà se e quando lo sarà di nuovo, le nostre routine sono profondamente cambiate, così come il modo di stare in relazione con gli altri.

In questi giorni qualcuno forse non vedeva l’ora di poter godere appieno di ogni piccola libertà riconquistata, qualcun altro potrebbe aver realizzato di non aver nessuna voglia di uscire. Qualcuno sarà stat* felicissim* all’idea di poter lentamente tornare nel mondo e vedere qualche persona importante mentre altri, più o meno inaspettatamente, possono aver sentito il desiderio di restare aggrappati al nido che si erano costruiti. E chissà se qualcuno ha patito il confronto con gli altri, sentendosi sbagliato, incompreso, giudicato? O se questo rientro ha portato con sé alcune delusioni, magari per chi non si è sentito cercato come avrebbe sperato dalle persone significative?

Chissà quante emozioni potete aver provato. Gioia, speranza, frustrazione, tristezza, rabbia, paura, ansia, eccitazione…

Vi proponiamo allora di fermarvi un attimo a riflettere su come state e su come state affrontando questo cambiamento. Scaricate il PDF qui sotto e seguite le istruzione!

Buon lavoro!

E naturalmente se vi va di condividere con noi quello che è emerso, potete mandarci una e-mail a kickthequarantine@gmail.com o scriverci in DM sul profilo Instagram KickTheQuarantine. Vi risponderemo personalmente con le nostre riflessioni.

Cosa è emerso dai racconti dei ragazzi

Diretta Instagram conclusiva sul tema Fase 2
Adolescenti e giovani, Educazione

La MANCANZA nuova protagonista di KickTheQuarantine

Video pillola lancio del tema mancanza a cura della nostra psicoterapeuta Elisa Ceravolo

Cosa ci manca di più? Ci stupisce la risposta?

Qualcuno si è trovato a sentire la mancanza di cose che prima non considerava fondamentali?

E come si sta nella mancanza? Quali emozioni suscita e come si affrontano?

Domande tutt’altro che semplici, ma secondo noi necessarie in questo periodo, per far sì che dalla quarantena si possa trarre qualcosa di positivo, imparare qualcosa di noi per riprogettare il proprio futuro.

E allora…

Per facilitare le riflessioni su questo tema da parte dei ragazzi abbiamo pensato di creare il Quaderno della mancanza

Che tu sia giovane o meno giovane, scaricalo e prova a compilarlo…e se ti va mandacelo privatamente alla mail kickthequarantine@gmail.com o condividilo sulle nostre pagine social Facebook e Instagram per ricevere un rimando dalla nostra equipe di psicoterapeute.


Buon lavoro!

Mancanza ontogenetica dell’uomo

L’uomo, a differenza degli altri animali perfettamente concepiti, è l’unico mammifero a venire al mondo in modo imperfetto, ossia incompleto: il suo sviluppo cerebrale infatti non è ancora del tutto sviluppato al momento della nascita e termina solo con l’età adulta.

L’individuo nasce con una mancanza, un difetto specie specifico che lo rende incapace di stare al mondo in modo indipendente

Questo tassello mancante crea però un rapporto del tutto speciale tra l’uomo e il suo ambiente. Egli nascendo incompleto infatti necessita di un ambiente in cui svilupparsi ed evolvere, ed è proprio attraverso lo scambio e il porsi in relazione con esso che la persona si forma e matura. 

L’essere umano da sempre quindi si confronta con una sensazione di mancanza, legata alla propria finitezza e caducità. Filosofi, teologi, artisti e probabilmente ogni uomo che ha calpestato questa terra si è posto domande a riguardo, su di sé e sulle origini misteriose del tutto.

La psicoanalisi

La rivoluzione psicoanalitica ha contribuito a puntare i riflettori sugli eventi interni all’uomo e anche in questo caso la mancanza emerge come fondamento al funzionamento psichico. La pulsione freudiana in fondo è un’energia vitale che nasce come propensione a soddisfare un bisogno, una mancanza per lo più inconscia (Freud,1905). L’evoluzione di tale pensiero spinge a definire il desiderio, anche conscio, costituito da un senso di mancanza (Recalcati, 2015). La mancanza può essere, dunque, vista come l’istanza da cui proviene l’energia dell’agire umano. Esiste pertanto una mancanza ontologica, tipica della nostra condizione mortale, affiancata da alcune legate alla storia personale e al momento attuale.

La pandemia

La pandemia ha improvvisamente rivoluzionato la vita di tutti a partire dalla quotidianità e dalle abitudini che la scandivano, cambiando improvvisamente molte di quelle azioni consuete, al momento impossibili. La mancanza di queste rappresenta la perdita del senso di sicurezza necessario all’essere umano (Bowlby), la routine che talvolta allungava ombre di noia sulle singolarità era una struttura portante del senso di sicurezza e prevedibilità del mondo circostante che ci illude di controllo sul mondo e ci allontana dall’impotenza.

Mancano anche i gesti piacevoli, piccole felicità della vita quotidiana, minuscoli pezzetti di presenza che nutrono l’esistenza. Tutti questi continuano a essere presenti dentro di noi come speranza e desiderio del futuro.

Esistono mancanze non colmabili, perdite di esperienze, legami, oggetti e persone che la pandemia ha trascinato con sè e che non torneranno: la gita, la festa di compleanno, la malattia di una persona cara. Purtroppo queste cose non sono recuperabili e questo fa male.

Le reazioni dopo un iniziale shock possono virare sul rifiuto, su un’enorme rabbia per ciò che il destino ha negato per orientarsi poi sulla paura o depressione e infine sentire una profonda tristezza. Queste sono le prime fasi della perdita che sono indispensabili, se pur dolorose, nel processo di elaborazione del lutto.

Occorre attraversare la profondità delle emozioni negative, riconoscerle, darle un nome e una legittimità di esistenza per poter accedere alla rassegnazione e poi all’accettazione di ciò che è avvenuto. 

La nostra risposta ai ragazzi

Video pillola conclusiva a seguito dei contributi arrivati dai ragazzi

Adolescenti e giovani, Educazione

Si chiude la prima settimana di KickTheQuarantine dedicata al tema CASA

Video pillola lancio del tema CASA a cura della nostra psicoterapeuta Giorgia Bartolini

Perché abbiamo pensato di partire dal tema casa?

Perché da più di un mese a questa parte, lo slogan “Io resto a casa” è quello che maggiormente sentiamo ripetere intorno a noi.

è diventato un mantra o una formula magica che tutti ripetiamo e ci ripetiamo forse per responsabilizzarci e sentire di appartenere ad una comunità coesa orientata ad un obiettivo comune.

In questi giorni siamo infatti tutti tenuti a rimanere a casa per tutelare la salute di chi è potenzialmente più a rischio e più fragile.

Non potevamo quindi non partire da qui con il nostro progetto.

Ma cosa significa il termine casa? e che cosa può rappresentare?

Il concetto di casa, dal punto di vista psicologico, ha un significato più completo e complesso, che non si ferma alla descrizione dell’edificio fisico, ma assume valenze emotive, relazionali e identitarie.

Per l’uomo ha il significato di trovare il proprio posto nel mondo.

In questo periodo di quarantena è identificato come luogo sicuro, al riparo dalle contaminazioni del virus, un luogo che protegge dal mondo esterno e ci accoglie.

La casa é quello spazio che sentiamo ci rappresenta, che si prende cura di noi e di cui prendersi cura, ne curiamo l’aspetto, l’esteriorità e oggi la mostriamo al mondo, tramite foto e video sui social.

Ma essa non è solo uno spazio fisico, è anche luogo dell’anima, simbolo di noi, della nostra storia, dei nostri legami e dei significati che diamo loro.

È qualcosa che ricorda l’infanzia, qualcosa da cui si parte, non a caso è l’oggetto rappresentato dai primi disegni infantili, e che ci porta verso il futuro, verso qualcosa a cui si tende , esempio la casa dei sogni, “la casa che vorrei”.

Talvolta quindi casa non è il luogo in cui si vive fisicamente, ma è uno spazio che può esser rappresentato da un oggetto, da una relazione, dal gatto, dal cane.. un qualcosa a cui sentiamo di appartenere e che ci rappresenta, ci fa sentire “al sicuro”.

Queste sono alcune delle riflessioni da cui siamo partite per decidere di proporre tale tema.


La parola ai ragazzi

Questa settimana abbiamo chiesto ai ragazzi, attraverso le nostre pagine social, di raccontarci che significato ha per loro il termine CASA e di condividere con noi e con i loro coetanei come stanno vivendo questo momento di clausura forzata.

Ecco cosa ci hanno risposto:

Gabriele S. invece condivide con noi il link della canzone di una giovane cantautrice italiana, che ha scritto una canzone proprio dal titolo “Casa” sottolineando una frase che lo colpisce particolarmente “Casa viaggio, casa libertà, casa involucro di tutte le mie età” 

Dalle loro parole, canzoni e immagini emerge che casa è tante cose, un luogo che abitiamo, un angolo che amiamo, una vista o una prospettiva che ricerchiamo.

Kickathome, la nostra risposta conclusiva

Adolescenti e giovani, Educazione

Parte il progetto Kick The Quarantine

Il malessere psicologico in quarantena e le risorse dei giovani per affrontarlo

La Cooperativa Terzo Tempo Educazione Cultura e Sport e l’Associazione Volonwrite, con il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “Insieme andrà tutto bene” e delle collaborazioni in essere con la Città di Torino, avviano il progetto “KickTheQuarantine“, rivolto a pre-adolescenti, adolescenti e giovani adulti del territorio torinese.

L’epidemia di #Covid-19 ha fortemente intaccato la quotidianità e se questo è difficile per gli adulti, per i ragazzi può risultare ancor più complesso. Innanzitutto l’antico bisogno di sicurezza viene minato dal pericolo del contagio proprio e delle persone care e le limitazioni imposte alla cittadinanza per contenere il contagio ostacolano fortemente il bisogno esplorativo, che in adolescenza esplode in modo dirompente. L’isolamento, così come la precarietà del contesto, costituiscono ulteriori fattori di rischio per l’insorgenza di stati di malessere in una fase di vita già delicata come quella dell’adolescenza.

Il progetto Kick The Quarantine nasce per offrire un sostegno rivolto agli adolescenti, con una particolare attenzione alle situazioni di maggiore fragilità, per motivi individuali, familiari o sociali, come ad esempio i ragazzi in comunità o i minori in carico al servizio sociale.

Dal 15 aprile al 10 giugno, il progetto attiverà un laboratorio online espressivo e condiviso, dove i ragazzi potranno confrontarsi quotidianamente con i loro pari e con 9 psicoterapeute del Centro Clinico Aletheia della Cooperativa Terzo Tempo.

Ogni mercoledì verrà presentata sui canali social la tematica attinente al periodo di isolamento, incoraggiando tra i ragazzi la produzione di riflessioni.

Parallelamente alla promozione della condivisione tra pari, indispensabile risorsa durante l’adolescenza, il progetto intende offrire uno spazio di ascolto e confronto individuale con le psicoterapeute.

L’équipe di psicoterapeute monitorerà e rileggerà il materiale inviato, offrendo pubblicamente spunti di riflessione, strumenti e strategie psicoeducative per la gestione del vissuti emotivi durante la quarantena.

I temi affrontati, inizialmente scelti dai professionisti, saranno proposti dai ragazzi in un’ottica di partecipazione attiva e di co-costruzione in base ai loro bisogni reali.

Trovate i dettagli su

Facebook: Terzo Tempo Educazione Cultura Sport

Instagram: KickTheQuarantine

Per info e contatti: kickthequarantine@gmail.com

Adolescenti e giovani, Educazione

Un nuovo compito educativo: litigare, ma bene, con gli adolescenti


In questi tempi di quarantena e convivenza forzata 24 ore su 24, le nostre case possono trasformarsi in importanti terreni di scontro tra i membri della famiglia.

Oggi più che mai è allora importante per tutti imparare a litigare bene.

Condividiamo quindi questo editoriale di Daniele Novara, Direttore del Centro Psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti in cui ci racconta l’importanza dei conflitti tra genitori e figli adolescenti.

“L’adolescenza arriva sempre. Per antonomasia è l’età della creazione: non per altro se ne parla come di una seconda nascita, in cui si sviluppano e realizzano nuove e preponderanti caratteristiche fisiche e mentali, e si aprono spazi interiori ed esteriori su cui misurare se stessi e le proprie competenze. È un momento prezioso, in cui s’inizia a scrivere, o riscrivere, la propria storia. La generatività è una delle risorse meravigliose della pubertà: intesa come capacità di dare la vita a un altro essere vivente per doti riproduttive; ma anche come capacità di far nascere l’amore, quello travolgente, insieme all’entusiasmo del creare, attraverso ogni forma d’arte anche se coltivata agli stadi embrionali. C’è un desiderio enorme di sprigionare energia e unicità; c’è una forza che dentro il corpo non resiste e vuole a tutti i costi trovare una sua forma; c’è uno slancio che parte su gambe incerte e si snoda attraverso l’incontro con le altre vite che incrocia sul suo cammino.

Un tempo l’età adulta era considerata l’età della maturità, della responsabilità come piena realizzazione di sé. La famiglia tradizionale e la professione stabile incarnavano l’apice di una visione della vita – suddivisa in cicli e tappe ben definiti con passaggi quasi scontati – scandita da fasi, demarcazioni, ruoli e compiti evolutivi, momenti di crisi prevedibili. Oggi i paradigmi interpretativi della vita adulta si sono modificati. In un clima dove prevalgono gli imprevisti, i fuori programma, il senso di precarietà, d’incertezza e la possibilità di un cambiamento continuo, non è possibile pensare all’adolescenza a partire da un quadro sociale che non esiste più: il controllo, la stabilità e la sicurezza hanno lasciato il posto alla ricerca di nuovi equilibri individuali, a livello personale e professionale.

Resta però il bisogno imprescindibile per l’adolescente di avere un genitore resistente: non rigido e intransigente, ma una figura educativa in grado di negoziare le regole, presidiarle e porre argini all’ormai superata onnipotenza infantile. Una sponda educativa: ecco perché definisco l’adolescenza il tempo del padre. Oggi abbiamo adolescenti da un lato socialmente competenti perché cresciuti nell’era del padre affettivo, orientato più alla relazione che al comando, ma dall’altro affettivamente immaturi, proprio perché poco abituati a vivere la colpa e la paura come stimoli per intercettare limiti e ostacoli.

Come CPP stiamo conducendo diverse ricerche su una caratteristica determinante nella personalità umana, la cui rilevanza emerge anche negli adolescenti dei nostri giorni: la carenza conflittuale, intesa come incapacità di tollerare i conflitti. Personalità carenti, perché inadeguate a sopportare la frustrazione e la contrarietà relazionale, interpretate come minacce. In adolescenza le conseguenze della carenza conflittuale determinano crisi comportamentali che, sempre più spesso, sono associate all’incapacità di reggere i confronti evolutivi e alla “fragilità” adolescenziale.

La famiglia, che ha cambiato radicalmente il proprio profilo sociale ed educativo per una trasformazione socio- economica culturale generale, ha favorito il rafforzarsi negli adolescenti di un imprinting prevalentemente accuditivo, sottovalutando il codice affettivo paterno della regola e del limite. Ma un padre testimone e risorsa, che orienta la propria crescita personale sulle esperienze e sulle tracce dei passi fatti insieme al figlio, che mantiene un patto implicito di riferimento e sostegno interiore, è fondamentale per l’adolescente. Nel passaggio a una fase sociale che li mette alla prova e chiede loro di rivelarsi, di mostrare competenze e personalità, ragazzi e ragazze hanno bisogno di aver ricevuto gli strumenti necessari per combattere le proprie insicurezze e gli ostacoli che bloccano la loro crescita. Altrimenti proveranno vergogna, si sentiranno inadeguati e risulteranno fragili.

Come genitori e come comunità educante, ma più in generale come adulti competenti e appassionati, siamo alla ricerca di strumenti che ci consentano di so-stare nel conflitto con l’adolescente, che ha questa capacità intrinseca di rendersi artista dell’immagine e della tecnologia, ma che va aiutato a capirsi e convinto a fidarsi.

Oggi l’approccio all’adolescenza è più intimo e non può prescindere, per cultura e predisposizioni generazionali, da una forte ricerca di senso, partendo dalla realtà che si manifesta come turbolenza interiore.

Il conflitto con l’adolescente spesso ci parla di noi, di quello che siamo e di quello che siamo stati ed è una misura dello stato e della profondità della relazione con lui: è una risorsa per scoprire cosa ci sta dicendo e per riorganizzare il nostro atteggiamento nei suoi confronti.

L’azione, perché sia realmente educativa, non deve poggiare su un modello del passato, né per simmetria né per asimmetria: deve parlare a una realtà e deve legarsi indissolubilmente alla regolamentazione, pur restando pronti, come adulti, a negoziare continuamente un interesse comune, stando nel loro cambiamento, fatto anche di sbalzi neuronali reali che dobbiamo leggere e interpretare.

Attraverso questo conflitto evolutivo, gli adolescenti ci chiedono di essere fermi e risoluti: non per tornare autoritari e dispotici, come il modello educativo ottocentesco ci aveva abituato anche attraverso la figura del padre-padrone, ma perché responsabili e maturi. Ecco perché come pedagogista mi piace puntare sulla figura del padre: un padre educativo, presente e interdipendente, 98765capace di essere volano di crescita e apprendimento.”

Adolescenti e giovani, Educazione

Il Natale è vicino…sostieni il progetto Aria con Heaven vs Hell!

Siete stanchi/e dei soliti regali di Natale?
Siete alla ricerca di un’idea originale per trascorrere le domeniche con gli amici?
Cercate un regalo che renda felice chi lo riceve e allo stesso tempo dia un aiuto concreto?

 

Abbiamo quello che fa per te!

 

🌀 Heaven vs Hell 🔥, un gioco da tavola che vi farà trovare sospesi fra paradiso e inferno, a rispondere a domande indiscrete, tra angeli compassionevoli, santi sbadati, traghettatori d’anime e impietose penitenze!

Sostieni con una donazione di 50 euro il nostro progetto!
1 gioco = 1 ora di ascolto psicologico donato a un* ragazz* presso il Centro d’Ascolto Aria.

Heaven vs Hell è un gioco che nasce dall’idea di un team di adolescenti, psicologi ed educatori, rivolto a ragazzi dai 14 anni in su.

Divertitevi a riflettere e confrontarvi su stili di vita sani e comportamenti a rischio sia in adolescenza che in età adulta.
Sfidatevi tra amici, in famiglia o in classe, anche con la partecipazione degli insegnanti, utilizzandolo come strumento di sensibilizzazione, promozione ed educazione alla salute.

📌Puoi ritirare HeavenVsHell presso il Centro d’Ascolto Aria in via Giolitti 40/b e la sede  di AICS Torino in via Verdi 4.

Heaven vs Hell è un gioco ideato e realizzato all’interno del progetto “Respiriamo Aria” in collaborazione con gli studenti del Liceo Berti di Torino. Il progetto è frutto di un’idea della cooperativa Terzo Tempo e del sostegno della Fondazione CRT.

Per informazioni:
011 8129503 – aria@comune.torino.it

Adolescenti e giovani, Educazione

Paint your spazi!

Il Progetto ARIA presenta “PAINT YOUR SPAZI”, un contest di murales rivolto a ragazzi e ragazze tra i 14 e i 21 anni.

Questo concorso nasce dal desiderio di coinvolgere i giovani contribuendo alla costruzione di luoghi ad essi dedicati. I temi a cui ispirarsi per la realizzazione degli elaborati artistici sono: le pari opportunità, l’inclusione, il benessere, la partecipazione, l’amicizia, l’ambiente, l’accoglienza.

Le 4 opere vincitrici verranno realizzate nelle sedi operative di Spazi ReAli in Corso San Maurizio 4 e del Centro d’Ascolto in via Giolitti 41 bis a Torino.

Gli elaborati verranno valutati da una giuria che è composta da esperti e da un voto popolare.

Le quattro proposte più pertinenti verranno eseguite sui muri interni delle sedi sopracitate e saranno premiate durante l’evento pubblico di inaugurazione.

Il materiale necessario verrà fornito da Progetto ARIA. In palio buoni d’acquisto per materiale artistico per i 4 vincitori/trici.

 


SCADENZA

Tutte le proposte dovranno pervenire entro il 29 febbraio 2020.

Per partecipare invia la documentazione richiesta a spazireali@comune.torino.it

Per info scrivi a spazireali@comune.torino.it, chiama allo 01101166704 oppure passa a trovarci in Corso San Maurizio 4 a Torino.

 

Scarica il regolamento alla pagina http://www.arianetwork.net/2019/09/19/contest-paint-your-spazi/

Adolescenti e giovani, Educazione

Scroll!

Il Bando metropolitano “Scroll! Come ti apro la città” è arrivato alla fase conclusiva.

Gli artisti selezionati e i relativi progetti sono:

Hicham Ou-rdane:  progetto“Torino sospesa”
Fabrizio Scanu:
progetto “Il primo cittadino”
Gabriele Sava:
progetto “Intervento urbano”
Fabiana Innocente:
progetto “Canzone per Barriera”
Angela Campanella:
progetto “XYZ”

Gruppo Tairanumi composto da: Gabriele SavaMargherita Fantini, Joe e Sara Saccotelli: progetto “Luoghi comuni”

 

Le produzioni artistico-culturali e creative, realizzate sull’area di Barriera di Milano, raccontano visioni, luoghi e temi della città.

I   vincitori, selezionati da una giuria di esperti, nei mesi tra aprile e settembre hanno intrapreso un percorso formativo guidati da tutor specializzati che hanno fornito loro specifiche competenze tecniche e artistiche attraverso metodologie interdisciplinari di insegnamento.   

Nella fase conclusiva del progetto, sono previsti quattro eventi di presentazione ed esposizione delle opere artistiche:

–      28 settembre: mercato di piazza Foroni dalle ore 11.30 presentazione dei progetti a cura del gruppo Tairanumi, coordinati dal tutor Marco Rezoagli;

–      29 settembre: El Barrio, strada Cuorgnè 81 dalle ore 17.30 presentazione del progetto fotografico di Hicham Ou-rdane e del gioco di società di Fabrizio Scanu, coordinati dal tutor Eugenio Tibaldi;

–      3 ottobre: Cecchi Point, via Cecchi 17 dalle ore 17.30 performance artistiche e musicali di Fabiana Innocente e Angela Campanella, coordinate dal tutor Filippo Berta;

–      9 ottobre: museo Ettore Fico, via Cigna 114 evento finale con dj set.

“Sono molto contento che il mio Assessorato sia stato coinvolto in questo progetto – ha affermato l’assessore alle Politiche Giovanili Marco Giusta -. Per noi è davvero importante che all’interno di questo bando ci sia stata una grande collaborazione di tutti i centri di protagonismo giovanile che ci hanno consentito di ampliare il messaggio e di raggiungere i giovani proprio nei loro centri di aggregazione. Con questo progetto siamo riusciti a costruire una serie di iniziative con tante persone di diverse culture, religioni e lingue che ci hanno restituito immagini inedite della città”.

Il progetto, realizzato da Museo Ettore Fico e Fondazione Contrada Torino Onlus, in collaborazione con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la Città Metropolitana di Torino, la Città di Torino, Divisione Decentramento, Giovani e Servizi – Progetto Torino Creativa, Terzo Tempo Educazione Cultura e Sport Società Cooperativa Sociale Onlus e l’Istituto di Istruzione Superiore Bodoni Paravia, aveva come obiettivo la promozione  e l’inclusione culturale dei giovani tra i 15 e i 29 anni non occupati, non laureati, non impegnati in attività di studio continuative o tirocini formativi.

 

EVENTI FACEBOOK

28 SETTEMBRE https://www.facebook.com/events/428319604456522/

29 SETTEMBRE https://www.facebook.com/events/790426694735553/

3 OTTOBRE https://www.facebook.com/events/1406313332857086/

 
Adolescenti e giovani, Educazione

Settimana dell’arte e dello sport a Spazi ReAli!

È tempo di fare a Spazi ReAli!

Dal 21 al 28 settembre alcune delle organizzazioni affiliate AICS Torino, partner di Terzo Tempo all’interno del progetto ARIA, presenteranno le proprie attività in palinsesto e proporranno lezioni di prova gratuite a ragazze e ragazzi tra i 14 e i 29 anni.

Consulta il calendario e prenota l’attività che più ti piace!

Danza, disegno, nuoto subacqueo sono alcune delle proposte, tutte gratuite.

Che aspetti, non perder tempo, prenota! Ti aspettiamo.

Info e prenotazioni:

01101166704 / spazireali@comune.torino.it

Le Associazioni

  • AMECE: associazione di promozione sociale che si occupa di iniziative di carattere socio-educativo e collabora con numerose associazioni del territorio torinese. Offre attività di doposcuola, animazione, formazione, sportive ed artistiche, finalizzate all’integrazione e alla socializzazione di minori.
  • FREE DIVERS ITALY: associazione di Torino che si occupa di attività subacquea. Propone corsi di sub di diversi livelli di difficoltà: Inoltre organizza esercitazioni pratiche in mare aperto, in Liguria e in altre zone marittime.
  • IPSY HAMSA: associazione di promozione sociale attiva nella pratica dello yoga come metodo si ricerca personale e sostengo alla salute e all’equilibrio psicofisico, nelle diverse fasi della vita. L’attività proposta ha come obiettivo l’ascolto del corpo e la pratica del guardare in profondità la mente e gli stati d’animo che da essa nascono. Sono previste lezioni di prova e prezzi agevolati per ragazzi/e e studenti fino a 25 anni.
  • ORIALCON : associazione culturale che si dedica ad attività relative a fumetti, a giochi a modellismo, ricerche archeologiche e scienze naturali.
  • PICCOLO CIGNO: associazione di Torino specializzata in ginnastica ritmica e danza.
  • + SPORT8: associazione del quartiere di San Salvario che si occupa di diverse discipline sportive, come calcio, pallavolo, basket, danza e di attività artistiche con corsi di teatro